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"Il femminicidio di mia figlia"

La sera del 13 dicembre del 1989, Monia Del Pero, 19 anni, esce per incontrare il suo ex, cui deve restituire delle foto. Non torna più.
Il suo corpo verrà ritrovato tre giorni dopo sotto un ponte, perché quella sera lui l’ha strangolata.

Anche il suo assassino ha 19 anni. Per lui la condanna in assise è di 10 anni e 8 mesi per omicidio volontario, 1 anno e 4 mesi per occultamento di cadavere e 3 anni di libertà vigilata.
Tra rito abbreviato, attenuanti per la giovane età e varie, però, la pena che sconterà realmente sarà di circa 2 anni agli arresti domiciliari e meno di 5 in carcere.

Gigliola Bono è la mamma di Monia Del Pero e, in questa intervista a Roba da Donne, ripercorre quello che è successo dall’assassino di sua figlia

Ricordo che, al mattino, chi l’ha uccisa è venuto qua a casa mia dicendomi di stare tranquilla, che sarebbe ritornata. Ricordo che lui ha partecipato alle ricerche….

fino all’incredibile vicenda giudiziaria e umana che ne è seguita.

Quello che ci racconta Gigliola è la storia dopo un femminicidio. Quella che nessuno racconta mai dopo il clamore e l’indignazione del momento. È la storia delle altre vittime di un femminicidio, madri e padri, figlie e figli, sorelle e fratelli della donna uccisa.

L’intervista originale è comparsa all’interno del progetto di Roba da Donne L’amore è un’altra storia – per un linguaggio giornalistico etico e umano sulla violenza di genere.