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"Poi sono arrivate le botte"

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"Il femminicidio della mia Laura, 11 anni"

Siamo le ergastolane del dolore. Gli assassini delle nostre figlie possono avere qualsiasi pena, ma poi ci saranno sempre gli sconti, i permessi speciali…  Il vero fine-pena-mai è il nostro, che sopravviviamo alle nostre figlie.

Giovanna Zizzo lo ripete spesso nei giorni trascorsi in Sicilia, accanto a lei e a Vera Squatrito, l’amica che con lei condivide il dramma di una figlia morta ammazzata per mano di uomini che dovevano proteggerle.

La sua bambina, Laura Russo, è stata uccisa a coltellate dal padre, nell’agosto del 2014. Aveva 11 anni.
Dopo averla uccisa il padre si è accanito anche sulla sorella Marika, all’epoca 14 anni, miracolosamente sopravvissuta dopo aver lottato tra la vita e la morte e oltre cento trasfusioni di sangue.
Marika, porta impresse sul suo corpo, le cicatrici indelebili di quella notte, in cui fu salvata dall’intervento dei fratelli maggiori.

Questa è la testimonianza, agghiacciante, di Giovanna Zizzo, che ci chiama tutti alle nostre responsabilità.

L’intervista originale è comparsa all’interno del progetto di Roba da Donne L’amore è un’altra storia – per un linguaggio giornalistico etico e umano sulla violenza di genere.